Essere cascata.
Cadere senza spezzarsi.
Scendere senza paura.
Lasciare che il mondo tocchi la pelle
e poi andare.
L’acqua non trattiene.
Passa.
Accarezza la pietra,
la consuma piano,
la supera.
Così vorrei fare anch’io:
scorrere dentro i miei pensieri
senza restarci impigliato.
Farli venire,
farli passare,
lasciarli andare.
Che bellezza sarebbe
essere lavati da una cascata.
Sentire l’acqua addosso,
fredda, viva, sincera.
Non per cancellare tutto,
ma per portare via
quello che pesa troppo.
Il dolore scende.
La stanchezza scende.
Le parole rimaste ferme scendono.
E io resto lì,
attraversato,
più leggero,
più vero.
Perché l’acqua non combatte.
Non urla.
Non forza.
Scorre.
E scorrendo
trova sempre
la strada del mare.